un piede in una città e l’altro in aria
By cristina on Giugno 16th, 2008
continuano le migrazioni tardo primaverili roma-palermo, palermo-roma e via discorrendo…dieci giorni qui, dieci lì.
poche considerazioni a proposito se non che il nomadismo contemporaneo è una malattia..tra pochissimo parto per Napoli per il Teatro Festival Italia molta curiosità e un pò di riflessioni sul tema della cultura e delle città.
penso a quanto Napoli stia in questo momento sui notiziari tra spazzatura, Gomorra e varie e penso a come anche le migliori intenzioni “culturali” se non sono inserite in una prospettiva di crescita socio-culturale in senso ampio rischino di essere perdure, lasciate andar via…
la città si è mossa bene - culturalmente parlando - in questi anni ma quanto di tutto ciò fosse inserito (almeno in parte) in un graduale processo endogeno è bene domandarselo, per capire e per agire.
magari la mia tre giorni di Napoli non porterà risposte ma sicuramente osservazioni e domande anche perchè la macchina del Teatro Festival Italia è davvero gigantesca e ha mobilitato tantissimi spazi pubblici e privati e tantissime forze creative: compagnie, gallerie d’arte, artisti e organizzatori nazionali e internazionali.
come rispondono i napoletani? e i turisti? che tipo di forze riuscirà a mettere in moto? agirà, almeno in parte anche sulla percezione della città?
per cui…vedremo presto…ma la cosa si prospetta parecchio interessante…
Teatri delle Vergogne
By cristina on Maggio 9th, 2008
non ci sono parole migliori per descrivere l’iniziativa se non quelle usate dagli stessi organizzatori che riporto fedelmente e (quasi) integralmente:
Il teatro palermitano esiste malgrado Palermo. Da ogni parte si apprezza la ricchezza culturale presente a Palermo dove, invece, è in atto un deprimente processo di desertificazione. Non confondiamo, dunque, Palermo con i palermitani. Perché al momento, le due cose non coincidono. É vero che tutti considerano l’Africa la maggior produttrice di diamanti. Ma lì si venderebbero un piede per avere una mucca. Il suolo produce una ricchezza infinita che deve andar via perché possa essere messa in condizione di brillare. E allora cosa importa che l’Africa sia il continente col suolo più ricco del pianeta? Il nostro territorio è culturalmente deprivato di realtà artistiche straordinarie che sono costrette a trovare fuori respiro, dialogo e valorizzazione. E in questo stato di cose, chi se ne frega di brillare nella vetrina di bulgari (se mai potessimo farlo anche solo come metafora), è qui che vogliamo stare, è qui che vogliamo vedere le cose cambiare, ed è qui che vogliamo lavorare, e se continueremo a ottenere i nostri obiettivi fuori da qui, noi potremmo dire di avere fallito in ciò che ci eravamo prefissi.
I Teatri delle Vergogne nascono con l’intento di tracciare un segno visibile e permanente in un panorama teatrale e culturale in cui la vergogna sembra sia stata silenziosamente bonificata e assimilata.
I Teatri delle Vergogne si costituiscono in un´associazione di artisti e di gruppi, accomunati dall´appartenenza alla scena contemporanea indipendente e dal confronto quotidiano con l´auto-produzione culturale, che ha sede a Palermo. È
un’unione fondata sui principi della solidarietà artistica e del reciproco sostegno alle attività comuni, nel rispetto e nel confronto delle proprie specificità e autonomie artistiche.
I Teatri delle Vergogne vogliono confrontarsi, cimentarsi, evolversi e formarsi in un luogo dove fare teatro, danza, arte, non deve essere vissuto con il clamore dell’evento episodico, né con “le vergogne” del favore concesso, quelle stesse “vergogne” che la piazza più rappresentativa della città di Palermo mostra senza più pudore, simbolo di ciò che il teatro sa e vuole svelare nell’atto della sua più pura ricerca. (…)
La Sicilia è capace di rigenerarsi persino nei periodi di più disperata siccità come quelli che stiamo attraversando. Prova ne è che, malgrado la desertificazione culturale che le nostre amministrazioni stanno, con paziente e immobile solerzia creando anno dopo anno, il teatro di ricerca siciliano ha saputo alzare la testa da quel cumulo di rottami e calcinacci in cui fisicamente è relegato a lavorare, dando prova, in Italia e in Europa, di grande vitalità e qualità, esportando contenuti e valori radicati nella nostra più istintiva e sottile vocazione e traducendoli in linguaggi nuovi e dinamici.
Il nostro lavoro necessita di uno spazio fisico non transitorio, culturalmente aperto, duttile, capace di mettersi in relazione con il territorio, dove attuare strategie non colonizzanti o alienanti, per creare un legame vero fra esecutori e fruitori, dove poter fare delle scelte e assumersene le responsabilità.
Un luogo che possa farsi simbolo e punto di riferimento del teatro di ricerca e della danza contemporanei, confrontandosi con artisti locali, nazionali e internazionali, non nell’arida logica del solo cartellone in cui garantirsi o elargire due repliche da fast food ma come laboratorio aperto e permanente di formazione incrociata e confronto multiculturale, dove la qualità non debba sottomettersi e soccombere a logiche clientelari, provinciali e opportunistiche o alle alternanze politiche.
Il nostro è un incontro di artisti che, in questi anni di lavoro, hanno costruito storia e credibilità tali da legittimare la necessità di assumersi il ruolo di referente culturale credibile e trasparente non riconducibile alle logiche illogiche che pervadono la politica culturale locale, e che mortificano il senso e gli obiettivi di continua evoluzione che ogni società civile ha il diritto e il dovere di rivendicare, come risorsa di nutrimento che non può e non deve esserle sottratta.
L’unione degli artisti palermitani Claudio Collovà, Giuseppe Cutino, Emma Dante, Alessandra Luberti, Filippo Luna, Sabrina Petyx, Vincenzo Pirrotta, degli artisti della Associazione Esperido, della Compagnia Sud Costa Occidentale, di M’arte movimenti d’arte e di Officine Ouragan fa nascere a Palermo un’organismo unico e poliedrico chiamato TEATRI DELLE VERGOGNE
Primo appuntamento il laboratorio PARALLASSE dal 21 AL 31 luglio 2008
Parallasse significa: spostamento angolare apparente di un oggetto, quando viene osservato da diversi punti di vista.
Dal greco parаllaksis questo mutamento di direzione permette agli artisti associati dei teatri delle vergogne di sperimentare una nuova forma di collaborazione in cui la prioritа è quella di sviluppare un ascolto dell’altro diverso da sé pur mantenendo intatta la propria poetica e il proprio punto di osservazione su un argomento comune, tema, la mostruosità.
INFO: teatridellevergogne@yahoo.it +39 3384020871 dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 20.00
www.compagniamarte.it \ www.emmadante.it \ www.officineouragan.com
di questi tempi
By cristina on Maggio 8th, 2008

per scaramanzia resto sul vago, dico solo che di questi tempi studio le città…ma non è questa la novità…studio le città ancora da un altro punto di vista conosciuto da poco e subito sposato.
cosa succede con le rappresentazioni dei posti in cui viviamo o in cui andiamo quando si scontrano con la realtà? come e cosa le modifica? può l’insieme delle esperienze visive, sociali e psicologiche essere studiato? come incidono i prodotti culturali, films, arte, progetti su tutto questo a livello individuale e collettivo?
sto lavorando su di un progetto (in inglese), si chiama shaping the city e oggi è un giorno importante. potrebbe anche essere l’inizio (si spera) di un mondo nuovo…
roma
By cristina on Aprile 22nd, 2008
primo giorno romano, trasferta semi-lavorativa…ieri sera passeggiata a Monti e stamattima al mercato di piazza Vittorio per le spese. giusto l’altra volta vedevo su sky il documentario che hanno fatto sull’orchestra di piazza vittorio, molto bello, sia il progetto che il documentario.
speriamo che passino queste nuvolaccie però…altrimenti i giri pre-lavorativi saranno decisamente meno ricchi…
the day after
By cristina on Aprile 15th, 2008
di fronte ai risultati in sicilia mi pare che sul nazionale abbiamo trionfato.
non me lo aspettavo proprio. trentacinque punti di distacco, un milione di voti in meno…una mazzata. penso che dovrà passare un altro giorno (ameno) affinchè possa scrivere qualcosina in più.
[continua…]









